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Il nido d’infanzia “Arcobaleno”diventa un caso politico e scatena l’opposizione

"Una giunta che non sa programmare e non conosce le tempistiche della pubblica amministrazione"

La motivazione accampata dall’assessore Palmieri per giustificare lo slittamento della riapertura del nido comunale “L’Arcobaleno” non ha i piedi per camminare. La verità è che questa giunta non sa programmare e non conosce le tempistiche della pubblica amministrazione. E ha creato un grave disservizio a famiglie e lavoratrici». Il consigliere comunale di Azione, Giacinto Verna, interviene in merito ai ritardi nell’apertura del nido comunale “L’Arcobaleno”, a Santa Rita, posticipita al 26 settembre.

«Negli ultimi anni e in particolare nel quinquennio in cui ho ricoperto la carica di assessore alla pubblica istruzione, non ricordo disservizi così gravi», dichiara Verna, «nemmeno nel periodo più difficile, 2020-21, nel pieno della pandemia, dove nei nidi comunali e in tutte le scuole, abbiamo sempre garantito il servizio nel rispetto di quello che ci imponeva la normativa anti-Covid. Negli ultimi mesi, invece, quello che era un fiore all’occhiello del Comune, il servizio dei nidi comunali, è venuto meno: problemi con la cooperativa e relative dimissioni da parte di alcune storiche educatrici, carenze e adesso anche un clamoroso ritardo nella riapertura. Un problema che nei giorni scorsi mi era stato rappresentato da alcuni genitori preoccupati».

«Un’amministrazione comunale non può far venire meno un servizio così importante», rimarca il consigliere di Azione, «e resto basito di fronte alle giustificazioni addotte dall’assessore alla pubblica istruzione. Se c’era effettivamente incertezza sulla tempistica del finanziamento per la costruzione ex novo del nido “Il Sorriso”, a maggior ragione non si doveva fare il bando per la gestione dei prossimi due anni, partito in estate e poi saggiamente sospeso dagli uffici, ma scegliere direttamente un altro percorso, ovvero la gestione temporanea del nido dal 1° settembre al 31 dicembre, cosa che stanno facendo solo adesso. Ma poi, non avendo espletato alcuni passaggi quali la progettazione della demolizione, la gara d’appalto e l’affidamento dei lavori che deve avvenire entro marzo 2023, come poteva pensare l’assessore che la ricostruzione de “Il Sorriso” sarebbe partita già da settembre? È molto più sicuro che i lavori a questo punto partiranno nella prossima primavera. Del resto il Comune non ha inserito nel bilancio 2022 nemmeno i soldi per l’abbattimento dell’edificio, condizione essenziale per ottenere il finanziamento. Le scuse addotte, quindi, non stanno in piedi. La responsabilità è politica: sono questioni che vanno affrontate tutti i giorni con l’impegno e la presenza in assessorato, altrimenti sfuggono di mano. Com’è successo in questo caso, generando un problema alle educatrici, che non stanno lavorando, e alle famiglie che contavano di poter portare i bambini al nido fin dai primissimi giorni di settembre. Come consigliere comunale chiedo all’amministrazione un impegno ulteriore affinché si possa riaprire il nido prima del 26».

«Ancora una volta», chiosa Verna, «l’amministrazione dei bravi e dei capaci, come si sono presentati alla città, dimostra di non saper programmare e di non conoscere il funzionamento della macchina amministrativa. La mancanza di sensibilità verso i servizi dell’infanzia sta anche nel fatto che questa amministrazione, rispetto alla precedente che ha avuto due nidi finanziati con fondi ministeriali, non ha presentato alcuna progettualità per vedere finanziato un nuovo nido o interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico nelle scuole dell’infanzia grazie al Pnrr».

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