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A Lanciano si pensa all’albero di piazza Plebiscito

Si starebbe cercando di assegnare la realizzazione al maestro scenico Filippo Iezzi, già autore delle sfere del Corso Presentoso. Ma i dubbi sono ancora tanti.

In tempo di pandemia di certo mantenere un profilo basso è la cosa più saggia da fare. Ad Ortona in questi giorni si è già scatenata una furibonda polemica sul costo degli addobbi natalizi costato alle casse comunali circa 50 mila euro. leggi la notizia di Ortona

Ma il Natale quando arriva arriva, diceva un famoso spot televisvo, e di certo seppur con uno stato d’animo diverso, pensando ai bambini e con a speranza che i negozi possano riaprire in quei giorni il comune sta pensando di salvare il natale affidandosi alle mani esperte del maestro scenico di fama internazionale il lancianese Filippo Iezzi. Le sue scenografie teatrali si sono prestate negli anni alla sua sua città dove ha realizzato opere medievali, all’interno della Rocca del Mastrogiurato delle Torri Montanare, fino alle più recenti sfere e stelle sul manto del corso presentoso che hanno richiamato curiosi da tutta la regione.

Iezzi aveva partecipato con un suo progetto per conto delle “Vie del Commercio” anche al bando degli scorsi anni ( la foto si riferisce a quel progetto). In particolare alle sue opere era stata preferita l’istallazione dell’Albero Senziente di 3 anni fa realizzata da Nicola Antonelli che aveva utilizzato bancali industriali.

Lo scorso anno il Go-On il mega cubo di ghiaccio, di Pierluigi Di Nola, aveva di nuovo surriscaldato i gusti più tradizionali dei lancianesi che, seppur apprezzando il messaggio e l’idea dell’iceberg che si scioglieva, simbolo dei cataclismi climatici, ne avevano contestato l’estetica poco natalizia.

 

Anno 2020, annus horribilis”a causa del Covid, il comune non ha potuto procedere al bando ed ha deciso di chiamare Iezzi il quale ha proposto un moderno albero, la forma dell’albero ci sta tutta, ricco di luci particolari che alternandosi creano un effetto unico nel suo genere in una struttura di 10 metri.

L’autore dell’opera rinuncerebbe anche al suo compenso ma il costo rimane tuttavia elevato in un momento storico come questo.

Nulla di confermato quindi quel che è certo, sembrerebbe, è che  la volontà di portare un albero in piazza ci sia tutta e anche quella di tornare ad un natale delle tradizioni che forse ai lancianesi un po’ è mancato.

 

 

 

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