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Il gruppo di minoranza in comune chiede la cittadinananza onoraria per la Segre ma il sindaco aveva già pronta la richiesta dal 30 ottobre

"Liliana Segre è di casa a Lanciano", per Marongiu e Pupillo non era questo il momento opportuno.

“Caro prof. Santino Spinelli e caro sindaco Mario Pupillo purtroppo non posso essere personalmente presente alla cerimonia di inaugurazione, ma saluto con vero piacere questa iniziativa promossa dall’Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali (UNAR), in collaborazione con le Associazioni che rappresentano i popoli Rom, Sinti e
Caminanti, in particolare l’Associazione Them Romanò, e con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI).
Inaugurare un monumento alla memoria dello sterminio di Rom e Sinti attuato dai nazisti è un atto dovuto e anzi giunge con troppo ritardo.

La Shoah degli Ebrei e il Porrajmos dei popoli nomadi sono parte di uno
stesso progetto disumano.

Io ricordo, perché io c’ero. C’ero in quei campi di sterminio in cui,
insieme agli ebrei, anche altre minoranze vennero annientate. Tra queste, il
gruppo più numeroso fu proprio quello degli appartenenti alle popolazioni
Rom e Sinti.

E dire che ad Auschwitz inizialmente la condizione dei prigionieri nel “lager degli zingari” aveva suscitato la nostra invidia. Lì non erano stati separati – gli uomini dalle donne, gli abili al lavoro dagli inabili – e le  famiglie vivevano unite nelle loro baracche, ed avevano conservato anche i loro vestiti. Sentivamo le loro voci, le voci dei bambini, li consideravamo fortunati. Solo dopo capimmo cosa li aspettava. Ce ne accorgemmo una mattina in cui quei rumori non li sentimmo più e nelle loro baracche vuote regnava un silenzio spettrale.

Durante la notte tutti – uomini, donne, bambini, vecchi – erano stati portati nelle camere a gas e sterminati. Chi ha vissuto tutto ciò non può non trovare scandaloso l’oblio che per lo più è caduto sullo sterminio dei nomadi. Il monumento che oggi inaugurate è giunto troppo tardi e sicuramente è troppo poco, ma se serve a riprendere un cammino di memoria, di conoscenza e di coscienza costituirà comunque un primo passo importante e significativo”

Scriveva così la senatrice Liliana Segre lo scorso anno, era il 5 ottobre 2018, in occasione dell’inaugurazione del monumento Samudaripen, l’olocausto del popolo Rom.  Un legame già instaurato quindi con Lanciano, città antifascista e medaglia d’oro al valor militare per i fatti del 6 ottobre 1943.

Una vicenda brutta quella cui  l’Italia sta assistendo in questi giorni, con una donna sopravissuta ai campi di sterminio che si vede messa sotto scorta a causa di un  odio incomprensibile  che sta montando nel paese.

Pescara che rifiuta di darle la cittadinanza onoraria e  Lanciano che invece la vuole fortemente.

E’ notizia di stamane, come si apprende da Lanciano 24, che il gruppo di minoranza ha proposto una mozione per conferire la cittadinaza onoraria alla senatrice della Repubblica Segre.

La mozione della minoranza

I consiglieri  Paolo Bomba, Angelo Palmieri (Nuova Lanciano); Gabriele Di Bucchianico (Lanciano al centro); Graziella Di Campli (Forza Italia); Errico D’Amico, Roberto Gargarella (Udc); Antonio Di Naccio, Riccardo Di Nola, Tonia Paolucci (Libertà in azione) hanno sottoscritto un documento inviato al presidente del consiglio comunale, Leo Marongiu e al sindaco di Lanciano, Mario Pupillo per il conferimento della cittadinanza onoraria.

La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea.  – si legge nel testo della mozione – In poco tempo i giochi e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio del 1944 dal binario 21 della stazione centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: finchè io sarò viva, tu continuerai a brillare”.

Una lettera per invitare la senatrice a Lanciano il 6 ottobre 2020 era già stata inviata dal sindaco, si aspettava che il momento fosse diverso per evitare una corsa a mettersi “una medaglia” che il comune non vuole avere perchè la Segre è da sempre di casa a Lanciano.

La lettera del sindaco

Una corrispondenza fitta fatta di racconti e esperienze condivise. La senatrice scrisse anche ai ragazzi dell’Umberto I (Leggi qui la lettera).

“Ciò che posso dire a voi tutti, raccomandava la senatrice,  è che la buona manutenzione della memoria è il passaporto per il futuro. Un Paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani ecco perché spetta a voi il lavoro, implacabile, sulla memoria, che è la ricucitura (imperfetta) di un percorso di guarigione civile, percorso che serve a mantenere in buona salute la democrazia”

Pupillo e la Segre in un incontro del 2 settembre scorso a Pesaro.In quell’occasione sindaco ha salutato la Senatrice e le ha ribadito intenzione di insignirla della cittadinanza onoraria.

 

Il sindaco Pupillo raggiunto telefonicamente ci ha tenuto a ribadire che la mozione della minoranza è una cosa assolutamente gradita: “ben venga una iniziativa come questa, l’auspicio è che non si faccia polemica su un argomento così importante”

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