AbruzzoCronaca

Terrorismo: arrestato un foreign fighter di origini abruzzesi.

Il giovane è residente in Svizzera

 

La polizia di stato esegue una misura cautelare emessa dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo de L’Aquila.

 Arrestato un 24enne foreign fighter, cittadino italiano di origini abruzzesi, nato e residente in Svizzera, per aver partecipato ad un’associazione terroristica di matrice islamica, Jabhat Al Nusra, affiliata al movimento terroristico Al Qaeda, e per aver diffuso attraverso la piattaforma del social network Facebook alcuni video inneggianti allo Stato Islamico.

Nel 2017 era stato emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo de L’Aquila l’ordine di custodia cautelare in carcere, con Mandato di Arresto Europeo e successiva diffusione delle ricerche in campo internazionale.

L’arresto ad opera dei poliziotti turchi, poi lo scambio con quelli italiani e l’imbarco su un volo di Stato diretto all’Aeroporto d’Abruzzo, dove è atterrato nella serata di ieri.

Ad attenderlo, gli investigatori della DIGOS e della Questura.

Le accuse nei suoi confronti sono di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, arruolamento, apologia del terrorismo e istigazione a commettere crimini aventi tali finalità.

Ma ripercorriamo la vicenda con ordine.

E’ iniziato tutto nel 2014, quando il giovane, ancora minorenne, viveva in Svizzera e, dopo un rapido percorso di conversione all’Islam e la completa radicalizzazione, si è avvicinato all’impegno jihadista, culminato con la partenza, nel settembre dello stesso anno, verso il fronte siriano per militare nel gruppo Jabhat Al Nusra.

Le indagini della DIGOS di Pescara sono iniziate alla fine del 2014 ed hanno consentito di acquisire numerosi elementi probatori circa il reale sostegno del cittadino italiano alle fazioni terroristiche operanti in quei territori di guerra. È stata, quindi, emessa a carico dell’indagato, nell’ottobre del 2017, un’ordinanza di custodia cautelare.

L’operazione conclusasi ieri, che ha portato alla cattura del terrorista ed alla messa in sicurezza della famiglia, è stata caratterizzata da una ininterrotta attività di persuasione nei confronti del foreign fighter affinché si consegnasse alle autorità italiane, attraverso l’opera dell’esperto per la sicurezza della Polizia di Stato ad Istanbul ed il costante supporto del personale dei servizi di sicurezza esterna dell’AISE.

Beatrice Tomassi

 

Mostra di più

Articoli Correlati