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Lanciano 1920: che pasticcio!

L'assessore Caporale entro giovedi vuole riavere lo stadio perchè non gli fanno vedere le carte. La presidentessa Cristina Chiaretti non fa dimettere il Vice Alluni

In merito alle dimissioni pervenuteci ieri sera dal nostro Vicepresidente Alluni Claudio, l’ ASD Lanciano Calcio 1920 respinge le stesse, motivate da Alluni per problemi personali, ma in realtà dovute anche ad una accesa discussione telefonica con l’assessore allo sport del Comune di Lanciano in riferimento alla motivazione dell’incontro che per la società era finalizzato ad esporre un programma futuro, a cui ha fatto seguito subito dopo, altra telefonata tra la Presidentessa e l’assessore nella quale lo stesso faceva richiesta di documentazione sensibile amministrativa non dovuta.
Alla risposta negativa da parte della nostra società lo stesso rispondeva che ci avrebbe tolto la concessione dello Stadio tra mercoledì e giovedì.
Il consiglio direttivo si riunirà a stretto giro per respingere le dimissioni e chiederà al Sig. Alluni di tornare a ricoprire la carica di Vicepresidente.

 

Eccolo l’ultimo dei comunicati stampa diramati dalla società sportiva Lanciano 1920. Il penultimo invece dava per certe, e con due righe, le dimissioni del vice molto presente Claudio Alluni, motivi personali diceva.

Di partenze da settembre se ne sono susseguite tante, ci sarebbero dovute anche essere prestigiose discese in campo, una fra tutte quella di una società bresciana che aveva voglia di getterasi nel calderone di una squadra con tanti debiti e soli 6 punti in classifica, chissà perchè poi.

Nel corso della surreale conferenza stampa di venerdì, dove molte cose si sono dovute intuire visto che nella prima parte non si capiva e sentiva nulla, la dirigenza aveva in mano i bonifici. Abbiamo pagato tutti qui ci sono le prove, hanno detto, ma poi nella chat dello streaming i diretti interessati al pagamento smentivano tutto. 

Attacchi poi a chi, senza fare mai il nome, stava infangando il loro operato perchè vorrebbe fare il sindaco. Il riferimento all’imprenditore e procuratore sportivo Donato di Campli era più che chiaro. Ieri un incontro in Comune? Macchè!  L’assessore Davide Caporale, da noi raggiunto telefonicamente, ci ha detto che la dirigenza era a Frosinone e che lui non ne sapava nulla. Poi una telefonata, a quanto si legge nell’ultima nota stampa, con un epilogo degno del migliore teatro dell’assurdo: ridateci lo stadio.

Nel frattempo quanto sia costata alla cordata grossetana l’operazione Lanciano calcio, avvenuta in maniera fortuita mentre andavano da un notaio per comprare l’Assisi, non è mai stato detto. Cosa abbia lasciato Da Vincentiis nelle casse, se debiti o profitti, idem. “Ha smontato tutto, hanno detto, alla presenatzione alla città, si è preso anche le chiavi dei furgoni. E voi, chiedevano i giornalisti, non vi siete accertati di cosa stavate comprando? Ci è bastata una stretta di mano”.

Chissà se a questo punto la città si accontenterà di una stretta di mano grazie e arrivederci.

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