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Vertenza Yokohama, scongiurati,per ora, i licenziamenti

La negoziazione proseguirà ora con una serie di incontri che avverranno tra gli avvocati delle parti e i tecnici del ministero del lavoro e dello sviluppo economico incaricati di occuparsi della delicata vicenda

ORTONA- Scongiurato, per il momento, il pericolo del licenziamento collettivo degli 84 dipendenti della Yokohama. Si continua a trattare per salvaguardare i livelli occupazionali: al via, dalla giornata di martedì, una nuova serie di incontri. La vertenza dello stabilimento di contrada Tamarete, esplosa a fine luglio è arrivata ad una fase cruciale. Il tavolo con il Ministero dello sviluppo economico ha portato all’interessamento di ben tre aziende allo stabilimento appartenente al colosso nipponico. Con un’azienda, che ha sede in Brianza, e che ha espresso interesse al sito e ai macchinari attraverso l’assessore regionale allo sviluppo economico, Mauro Febbo, la trattativa è ben avviata. La negoziazione proseguirà ora con una serie di incontri che avverranno tra gli avvocati delle parti e i tecnici del ministero del lavoro e dello sviluppo economico incaricati di occuparsi della delicata vicenda. L’importante risultato ottenuto è stato reso noto, nella giornata di ieri, dallo stesso assessore Mauro Febbo. «Non ci saranno iniziative unilaterali fino al termine degli incontri- ha detto dal canto suo l’assessore- Un buon passo avanti per la tutela occupazionale degli 84 dipendenti e per la tutela del sito produttivo». L’azienda quindi è tornata su suoi passi e ha deciso di non procedere al licenziamento collettivo che sarebbe dovuto scattare già nella giornata di lunedi. Un ottimo risultato perché se i lavoratori fossero stati licenziati sindacati e istituzioni avrebbero avuto certamente meno chance di salvaguardare tutti i dipendenti. Continua intanto l’iniziativa sindacale del presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento in cui la produzione è ferma da fine luglio. I lavoratori stanno però assicurando la manutenzione programmata degli impianti in modo che il nuovo acquirente possa trovare una fabbrica pronta a ripartire immediatamente.
Daniela Cesarii
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