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LANCIANO IN VISIBILIO PER REMO RAPINO. DOMANI L’AUTORE SARÀ A VICENZA.

LA FOLLIA (E L’ AMORE PER LA DIVERSITÀ) SALVERÀ IL MONDO

 Se Bonfiglio Liborio avesse potuto parlare, avrebbe scelto forse un commosso e loquace silenzio per commentare la grande festa organizzata per lui, ieri sera, alle ore 19:30, presso le Torri Montanare di Lanciano. I biglietti per prendere parte all’attesissimo evento, al quale hanno partecipato non solo i lancianesi ma anche spettatori provenienti da tutto l’Abruzzo, erano esauriti già da qualche giorno, con una celerità degna di un derby sportivo.

In un crescendo di emozioni, è stata celebrata la vera essenza del romanzo vincitore della 58^ Edizione del Premio Campiello, che l’autore ha definito con le parole «amore per la diversità». Sul palco, ha dialogato insieme a Remo Rapino la professoressa Paola Marrocco. In un alternarsi ossimorico, in pieno “stile liboriano”, di boutade e di riflessioni ponderate e autentiche sulla sua opera, Rapino ha definito e rivelato, ancora una volta, le sfaccettature della sua creatura letteraria, Liborio Bonfiglio: un protagonista, ultimo tra gli ultimi, cui l’autore ha donato una lingua ad hoc per esprimersi, e, dunque, una voce che non si disperde ma che è capace di lasciare un segno, una testimonianza. «Non è stato tanto difficile creare il personaggio di Liborio, quanto inventare per lui un linguaggio» ha affermato ieri sera Rapino.

Con uno «stile fluviale» – così il poeta frentano Marcello Marciani aveva incisivamente definito, in tempi lontanissimi dalla vittoria del Campiello, la scrittura di Remo Rapino – e in un registro narrativo che strizza l’occhio al monologo interiore (senza scomodare Joyce, si pensi a “Il male oscuro” dell’italianissimo Giuseppe Berto, anche lui vincitore con l’opera citata del Premio Campiello nell’anno 1964), Rapino ha conferito al suo personaggio una lingua mescidata, nella quale si rincorrono e mulinano sgrammaticature e dialettismi, e che sconfina in un parlato nel quale non sono rari anacoluti e ben dosati refrain e ripetizioni.

Domani, 15 settembre 2020, Remo Rapino sarà a Vicenza per l’ultimo appuntamento legato al cerimoniale del Premio Campiello. Come da tradizione, infatti, il vincitore deve apparire in pubblico, dopo la sua designazione, in quella che viene definita «la prima uscita ufficiale». La cerimonia, alla quale è legata una presentazione di “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, si svolgerà alle ore 18:30, presso il Teatro Olimpico in Piazza dei Signori (per prenotazioni e informazioni: campiello@comunedivicenza.it).

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