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Degrado in zona Postilli-Foro di Ortona

Ai rifiuti sparsi lungo la via si aggiungono altri problemi su cui l’associazione TorreForo pone da tempo l’attenzione

ORTONA- La litoranea Postilli-Foro nel degrado. A denunciare le condizioni della strada è l’associazione TorreForo. Non è certo la prima volta che il sodalizio denuncia lo stato di abbandono della litoranea questa volta però la situazione sembra essere, se possibile, ancora più grave. In mezzo, infatti, all’enorme quantitativo di rifiuti abbandonato lungo la via sono stati lasciati libri di testo e perfino il dizionario di latino “Campanini-Carboni”. Oltretutto, denuncia l’associazione, sulle copertine ci sono nomi, cognomi e le classi d’appartenenza spetterà ora alla polizia municipale risalire ai proprietari dei volumi gettati via. Ai rifiuti sparsi lungo la via si aggiungono altri problemi su cui l’associazione TorreForo pone da tempo l’attenzione. «I marciapiedi se così si possono chiamare – si legge nella nota dell’associazione – non sono fruibili e i pedoni finiscono con il camminare in mezzo alla strada lungo la quale solo poche auto rispettano il limite utopistico dei 30 chilometri orari. La rigogliosa vegetazione impedisce la visibilità della cartellonistica che, in alcuni casi, sta subendo le ingiurie del tempo. La mancanza di parcheggi obbliga i bagnanti a occupare con le auto i suddetti marciapiedi nonostante i divieti di sosta. Da qualche tempo, anche le rampe del sottopasso sono diventate parcheggi abusivi. In altri punti, la situazione è tale da impedire l’eventuale passaggio dei mezzi di soccorso. Alcune case di residenti non sono mai state raggiunte dalla litoranea, costata 8 milioni di euro, con notevoli disagi per chi vi abita. La mancanza di illuminazione completa un quadro che è desolante». Eppure la zona è una meta scelta da tanti turisti che la preferiscono a tante altre del litorale per la sua bellezza incontaminata, ma sono tanti i bagnati ad essersi lamentati sia di non poter camminare tranquillamente sulla litoranea, perché senza marciapiedi,  che dell’incuria del costoso bene pubblico. «In questi anni- si legge infine nella nota- tutte le situazioni descritte sono state più volte segnalate alle istituzioni, ma i riscontri sono stati purtroppo minimi».
Daniela Cesarii
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