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DEBUTTA A LANCIANO “REGINA MADRE” di MANLIO SANTANELLI CON IL TEATRO STABILE D’ABRUZZO, REGIA STEFANO ANGELUCCI MARINO

 

Debutta 12 e 13 agosto alle ore 21.00 al Teatro Studio Lanciano/Treglio “Regina Madre” di Manlio Santanelli, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo per la regia di Stefano Angelucci Marino con Rossella Gesini e lo stesso Angelucci in scena. Scenografia a cura di Tibò Gilbert, maschere di BRAT Teatro. Produzione Teatro Stabile d’Abruzzo.

Commedia a due personaggi ambientata ai nostri giorni, “Regina Madre” prende le mosse da un classico ‘ritorno a casa’. Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio naufragato, che ancora lo coinvolge, e di un’attività giornalistica nella quale non è riuscito ad emergere, un giorno si presenta a casa della madre dichiarandosi deciso a rimanervi per poterla assistere nella malattia. In realtà egli nutre il segreto intento di realizzare uno scoop da cronista senza scrupoli: raccontare gli ultimi mesi e la morte della vecchia signora. Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni. A soccombere, alla fine, sarà il figlio. Ma, come sempre accade nelle coppie legate per la vita e per la morte, anche qui non sarà possibile, e neanche legittimo, distinguere il vincitore dal vinto.

“Regina Madre” di Manlio Santanelli Premio Idi nel 1984 è stato rappresentato in tutta Europa, e ha visto negli anni allestimenti importanti realizzati con attori del calibro di Regina Bianchi, Roberto Herlitzka, Isa Danieli, Nello Mascia, Milena Vukotic, Antonello Avallone, per arrivare all’ultima messa in scena fatta da Carlo Cerciello (2018) con Fausto Russo Alesi e Imma Villa. Vale la pena citare quanto scrisse Eugène Ionesco su “Le Figaro”, in occasione di un allestimento di “Regina Madre” al Théâtre de Poche di Parigi, nel novembre del 1987: <<[…] è uno dei più bei testi che ho potuto vedere in questi ultimi anni. Io lo affermo […] se vi piacciono le scoperte, andate a vedere “Regina Madre” che è una commedia di volta in volta avvincente, tragica, divertente e acuta. Questa commedia ha tutto il divertimento tragico del nuovo teatro […]>>.

Stefano Angelucci Marino regista ambienta il testo oniricamente nella cameretta anni ’80 di Alfredo, un po’ asilo un po’ stanza dei giochi dei bimbi. La stanzetta è storta e asimmetrica rispetto alla scena, siamo dentro la testa di Alfredo con tutto il carico di irrisolto rispetto a se stesso e al rapporto con la mamma.

Angelucci Marino e Rossella Gesini si misurano con questo testo lavorando con due maschere antropomorfe che permettono la trasfigurazione. Due figure archetipe. Da venti anni questa coppia di vita e d’arte lavora con le maschere della commedia dell’arte, da alcuni anni la ricerca si è spostata verso le maschere contemporanee. L’ultimo lavoro sugli emigranti italiani in Sudamerica negli anni ‘50, “Hermanos” (TSA 2019), ha dato respiro a questo particolare codice espressivo nato dalle suggestioni create dai murales e dai “bamboloni” della Boca, il celebre barrio porteño in Argentina contraddistinto da una forte impronta italiana.

Manlio Santanelli ha dichiarato in una intervista del 2014: “Il teatro deve seguire la realtà ed essere capace di trasfigurarla. Nel teatro del futuro una linea guida molto importante sarà la capacità di intravedere nella realtà che si vuole raccontare l’archetipo. L’archetipo è millenario, può cambiare nelle sue forme. L’archetipo nella sua profondità non finirà mai di raccontare la storia dell’umanità.”

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