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“I pellerossa che liberarono l’Italia”

Il libro del giornalista e scrittore Matteo Incerti presentato a Ortona sabato

ORTONA- Sarà presentato sabato 11 luglio, alle ore 21.00, presso la residenza “Torre Della Loggia”, il libro “I pellerossa che liberarono l’Italia” del giornalista e scrittore Matteo Incerti, edito da Corsiero editore. L’evento è organizzato dall’ associazione CrossRoads. Il libro, recensito in anteprima sul «Corriere della Sera» da Gian Antonio Stella, è giunto alla prima ristampa in meno di un mese dall’uscita. Alla serata interverranno: l’autore del libro Matteo Incerti, il presidente dell’associazione Crossroads Angela Arnone e il vice comandante della base Nato di Napoli Omer Lavoie. A moderare sarà Eduardo Grumelli.  Discriminati e confinati nelle riserve, migliaia di nativi nord americani si arruolarono come volontari nell’esercito canadese per combattere il nazifascismo in Europa e in Italia. Durante la presentazione si cercherà di ricostruire e narrare le vicende di queste centinaia di soldati indigeni che combatterono in Italia e in particolare a Ortona. L’attraversamento del fiume Moro, gli scontri in città e l’attacco nella valle dell’Arielli videro cadere migliaia di giovani soldati tra cui dodici nativi americani che riposano al cimitero Moro River. Avvincente è il racconto di due fratelli mezzosangue che parteciparono al D-Day e alla battaglia di Normandia, Jack e James Rossetti, figli di un cercatore d’oro palermitano e di un’ indigena appartenente alla tribù dei Nak’azdli nella British Columbia. Eroi dimenticati per settantacinque lunghi anni e oltre cinquanta anime poste sull’altare della democrazia che trovarono dimora nel suolo italiano da Agira (Catania), Ortona (Chieti), Cassino (Frosinone), Roma, Nettuno, sino a Gradana (Pesaro), Ancona, Coriano (Rimini), Cesena, Ravenna, Villanova di Bagnocavallo (Ravenna). Dal secondo conflitto mondiale iniziò la estenuante lotta dei nativi canadesi per ottenere il diritto di voto nel 1962 alle elezioni federali, sino a porre fine all’esperienza traumatica e razzista delle “scuole residenziali” confessionali dove migliaia di piccoli indigeni furono forzatamente convertiti e sottoposti a violenze di ogni genere. Molti episodi sono narrati dettagliatamente nel libro.
Daniela Cesarii
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