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Ancora sull’ampliamneto di Cerratina, la parola al presidente EcoLan Ranieri” documenti che non hanno prodotto alcun effetto”

"Il disciplinare di esproprio è dunque servito al solo scopo di indicare al concessionario l’area, ma abbiano valutato i possibili scenari?"

“In relazione alla proposta, da parte di EcoLan spa, di un possibile “ampliamento della discarica” di Cerratina, tema che nelle ultime settimane ha acceso un ampio dibattito, non solo in seno al Consiglio Comunale di Lanciano, voglio ribadire quanto già precisato e chiarito nel corso dell’ultima assemblea della società alla presenza della quasi totalità dei soci”.

Il presidente della EcoLan Massimo Ranieri, per l’ennesima volta tenta di far chiarezza e lo fa con una nota stampa tecnica che spiega nel dettaglio perchè i documenti presentati in consiglio comunale lo scorso 12 giugno non hanno alcun valore concreto.

“In particolare torno sul disciplinare per l’esercizio dei poteri espropriativi, (approvato come prima bozza da parte del Comitato unitario per il controllo analogo in data 29/07/2019 e successivamente riapprovato, con modifiche ed integrazioni, dal Comitato unitario e dall’assemblea dei soci in data 2/10/2019, quindi più volte portato all’attenzione della proprietà, a dimostrazione di non aver tenuto nulla nascosto in cassetti o armadi) per sottolineare, ancora una volta, che tale disciplinare non ha prodotto e non produrrà effetti (nessun esproprio è stato avviato) fino a che gli organi societari (il Comitato unitario per il controllo analogo e l’Assemblea dei Sindaci soci) non approveranno gli atti di programmazione e pianificazione contenenti la previsione dell’ampliamento e il relativo progetto di fattibilità.

La conferma che tale disciplinare attualmente non produce effetti espropriativi, è scandita a chiare lettere e verificabile nel punto K del documento più volte citato e contestato che, testualmente, recita: “Eco.Lan. SpA provvederà, prima dell’avvio della procedura espropriativa, a inserire nei propri atti di programmazione/pianificazione l’intervento, facendo approvare in sede di Assemblea il relativo Progetto di fattibilità”.

Il disciplinare di esproprio è dunque servito al solo scopo di indicare al concessionario l’area sulla quale progettare l’eventuale ampliamento della “vasca” principale di 800.00 metri cubi e, quindi, di presentare successivamente un progetto di fattibilità.

Inoltre, così come ribadito nell’ultima Assemblea dei sindaci del 18 Giugno, considerato l’intervento di particolare importanza per il territorio ed in particolare per Lanciano, ho incontrato, su richiesta di alcuni e per mia iniziativa con altri, i Consiglieri comunali di Progetto Lanciano e di Fratelli d’Italia, con visite anche sulla discarica di Cerratina, al fine di illustrare direttamente in sito lo stato di fatto della discarica, le tipologie di rifiuto che oggi vi vengono conferite/smaltite e le aree individuate per il potenziale ampliamento, il tutto nel massimo della trasparenza e correttezza, senza pretendere di convincere nessuno, ma al solo scopo di fornire le giuste informazioni a chi dovrà prendere in futuro una decisione.

Per ulteriore chiarimento ed onestà intellettuale sottolineo inoltre che il disciplinare che, ribadisco, non ha prodotto e non produrrà effetti, se non dopo la presentazione di due importanti documenti da approvare in Comitato unitario e in Assemblea, non è stato consegnato a nessuno dei Consiglieri di maggioranza e di minoranza con cui ho avuto modo di interloquire, semplicemente perché non aggiunge nulla a quanto documentato sia sul campo e, per quanto riguarda la maggioranza, nelle diverse riunioni effettuate con il supporto di planimetrie ed immagini satellitari.

Rispetto e mi rimetto alle decisioni del Consiglio comunale, mi rammarico solo del fatto che non si è detto nulla sui vari scenari che si potrebbero delineare: non sono stati discussi numeri, non sono stati valutati gli effetti sanitari/ambientali, economici e finanziari di un possibile diniego o di un eventuale autorizzazione ad un ampliamento. Non sono state avanzate proposte alternative che siano, al tempo stesso, concrete,  realizzabili e sostenibili economicamente da EcoLan. Non ci si è soffermati sui costi di gestione dell’area di ampliamento e di quelli di un eventuale nuovo sito e sulle conseguenti tariffe da applicare ai cittadini. EcoLan è una società pubblica che appartiene ai sindaci soci, in cui tutti gli utili vengono ridistribuiti sul territorio. Come società in house non ha dunque l’obiettivo di massimizzare i profitti, bensì, di massimizzare la qualità dei servizi. La sua finalità è quella di fornire al territorio una corretta e virtuosa gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Ogni progettazione viene tesa quindi alla garanzia della salvaguardia del territorio, grazie anche al sostegno di una autonomia impiantistica con pochi eguali in campo nazionale e con la mission manifesta di migliorare la quantità e la qualità della raccolta differenziata e diminuire la percentuale di scarto derivante dalle diverse attività di trattamento attraverso l’efficientamento degli impianti attualmente utilizzati per il trattamento delle diverse frazioni di rifiuto”.

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