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DPI E MASCHERINE IN VAL DI SANGRO: USB CHIEDE L’INTERVENTO ALLE AUTORITA` PER UN CONTROLLO SULLE CONFORMITA` DI LEGGE.

USB ha scritto una lettera indirizzata ai NAS di Pescara, all’ITL di Chieti, alla Prefettura di Chieti e alla ASL2 Abruzzo chiedendo di verificare la qualita` e la conformita` ai sensi di legge delle mascherine consegnate come DPI agli operai della Val di Sangro dalle aziende. Inoltre viene avanzata la proposta di effettuare indagini sperimentali per verificare i possibili danni alla salute causati dall’utilizzo continuo dei dispositivi di protezione. Molti lavoratori di Sevel, Tiberina Sangro e MA(ex Blutec) ci hanno segnalato di soffrire di affaticamento, riduzione di lucidità, emicrania, rossore agli occhi e irritazioni cutanee.
È fondamentale che il datore di lavoro fornisca ai lavoratori dei DPI che rispettino i requisiti previsti dall’art 76 del dlgs 81/08 e soprattutto di essere adeguati ai rischi da prevenire senza comportare di per sé un aumento del rischio per la propria salute e quella degli altri.
Nel caso specifico delle mascherine e` necessario verificare il potere filtrante e di tenuta, cioe` l’aderenza al volto, la resistenza del filtro alla respirazione e la biocompatibilità dei materiali delle stesse.
Inoltre andrebbe verificata anche la tipologia delle mascherine fornite, poiche` c’e` una enorme differenza sulla sicurezza garantita dalle FFP2 e FFP3 (senza valvola) rispetto alle classiche chirurgiche. Le prime infatti forniscono una protezione totale, “in entrata e uscita” fino al 92% (mix di parametri di “tenuta”, aderenza al volto, e potere filtrante), mentre le seconde forniscono una protezione di circa il 95% come potere filtrante solo in esalazione ma, poiché non hanno una buona aderenza, garantiscono una protezione totale in inalazione di circa il 20%. Viene da se` la considerazione che nei luoghi di lavoro si dovrebbe far ricorso esclusivamente alle FFP2 e FFP3.
Ma se il datore di lavoro non riuscisse ancora a reperire DPI a norma con marcatura CE?
In caso di difficoltà, insormontabili e dimostrabili, l’azienda puo` acquisire DPI validati dall’Inail e cioe` dispositivi che, pur non essendo formalmente certificati,  devono possedere i requisiti tecnici previsti dalla norme di riferimento (EN 149 per i Dpi; En 14683 per le mascherine chirurgiche).
I dispositivi per la protezione delle vie respiratorie, anche se a norma, poiché provocano una resistenza al normale flusso respiratorio, richiedono, soprattutto per le attività lavorative fisiche a ritmo sostenuto, un aumento delle pause di recupero psicofisico ed una riduzione dell’intensità  e della durata della prestazione di lavoro. 
USB ha gia` invitato le aziende dove e` presente ad adottare questi provvedimenti in considerazione delle difficoltà nell’applicazione efficace, per la durata dell’ intero turno di lavoro, delle misure di tipo organizzativo-strutturali nel mantere le distanze interpersonali di sicurezza e nel rispettare quelle igienico-sanitarie.
I Dpi per le vie respiratorie hanno un ruolo primario per la protezione dal contagio da Covid-19 per scongiurare anche il minimo rischio di tornare alla Fase 1 e che le aziende del nostro territorio dove ogni si recano migliaia di lavoratori si trasformino in focolai. USB rimarra` sempre attenta, vigile e disponibile ad un confronto sereno e costruttivo su quanto proposto per la tutela della salute dei lavoratori, delle loro famiglie e di tutto il territorio.
 
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