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Tribunale Lanciano. Opposizione e ALI: ‘Lotta sia condivisa’

Le vicende del tribunale di Lanciano animano il dibattito politico locale

LANCIANO. Le vicende del tribunale di Lanciano continuano ad animare il dibattito politico in città. Dopo la conferenza stampa di sabato scorso (leggi qui) a cui hanno preso parte i sindaci di Lanciano e Vasto, rispettivamente Mario Pupillo e Francesco Menna, e la presidente dell’ordine degli avvocati Silvana Vassalli, è l’opposizione a fare le dovute precisazioni. La Vassalli, in conferenza stampa, volle precisare quanto è stato fatto, e quanto ancora si deve fare, per rispondere alla minoranza in consiglio comunale a Lanciano (leggi qui). “Ci spiace che il presidente dell’ordine forense di Lanciano, l’avvocato Silvana Vassalli, abbia preso un abbaglio rispetto al comunicato stampa dei gruppi di minoranza sulla questione tribunale” precisano i consiglieri comunali di opposizione di Lanciano. “Nella nostra nota – puntualizzano – non abbiamo scritto che l’ordine forense frentano non abbia fatto nulla per mantenere aperto il tribunale. Anzi, abbiamo rimarcato come proprio e solo grazie all’ordine, sulla vicenda veniva mantenuta l’attenzione. Riteniamo sia doverosa questa precisazione, perché ci sembra che il sindaco Mario Pupillo, come al solito, stia tentando di strumentalizzare le nostre dichiarazioni per distogliere l’attenzione sulla sua scarsa incisività per scongiurare la soppressione del palazzo di giustizia. Tra l’altro, coinvolgere il presidente dell’ordine professionale (che dovrebbe essere super partes) in una conferenza stampa politica, ci sembra inconsueto“. I gruppi di minoranza, pertanto, tornano a ribadire la necessità di coinvolgere tutte le forze politiche del territorio in una più ampia iniziativa di mobilitazione che prescinda dalle attuali interlocuzioni con il ministero. “La battaglia per la salvaguardia del tribunale – concludono – non è una battaglia solo del PD o del centrosinistra, che finora non ci sembra abbiano ottenuto risultati concreti, ma di tutta la comunità. Pupillo e i suoi, per garbo istituzionale, avrebbero dovuto invitare anche noi all’incontro stampa con la Vassalli. Ma del resto, se il primo cittadino non incontra i ministri della Repubblica che arrivano nella nostra città, come possiamo pretendere che inviti i consiglieri comunali di minoranza? Prendiamo atto, ancora una volta, che il sindaco Pupillo, dal suo atteggiamento, non conosce il reale significato della parola democrazia, che avrebbe dovuto portare alla condivisione di tutte le azioni, non solo quelle in consiglio comunale, tese alla salvaguardia dei presidi di giustizia e legalità di Lanciano e di Vasto. Evitando così di voler apparire ad ogni costo, al solo fine di catturare l’attenzione mediatica che a questo punto, sembra utile solo per nascondere la propria incapacità a risolvere i problemi del nostro territorio.

 

Sulla vicenda è intervenuto anche Antonello Di Campli Finore, segretario organizzativo di Ali. In una nota, Di Campli Finore scrive: “Il tempismo con il quale i vari sindaci di sinistra se ne interessano lascia perplessi: la sensazione forte è che si voglia precostituirsi un alibi per l’errore fatto in precedenza da loro governi-amici, su tutti quello di Monti. In più, il gesto appare funzionale anche per attaccare il “nuovo” Governo uscito dalle urne il 4 marzo 2018. Se si lasciasse stare un po’ la “propaganda” e si desse il giusto rilievo al lucido ragionamento, si coglierebbe come l’approccio al problema continua a essere sbagliato. Più volte ho sottolineato la necessità di affrontare la questione da un punto di vista eminentemente legislativo, chiedendo, a gran voce, l’abrogazione della legge che ha, di fatto, riordinato la geografia giudiziaria italiana cancellando diversi tribunali disseminati nel territorio”.

Di Campli Finore prosegue la sua disamina: “Questa è l’unica strada percorribile. I vari convegni, sit-in,
fiaccolate rappresentano solo un modo per i politici territoriali di turno per mettersi in mostra. Se questi occupassero lo stesso tempo che dedicano a queste inutili manifestazioni a sedersi davanti al
ministro di Grazia e Giustizia, sollecitandolo a compiere una “revisione” della norma, investendo, poi, il Parlamento per l’approvazione, saremmo tutti più tranquilli. In questa stessa ottica, appare inopportuna la decisione del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Lanciano di “solidarizzare” con il sindaco di Lanciano in questa battaglia. Intendiamoci: nulla contro le iniziative di “lotta” degli ordini professionali per una decisione ingiusta del Parlamento, ma ci si domanda che bisogno c’era di solidarizzare con il proprio sindaco, tanto più che l’intervento di Pupillo è avvenuto ben una settimana dopo del suo collega vastese? Inoltre, il sindaco di Vasto, esprimeva una vicinanza, questa sì, giusta, ad un’azione dell’avv.Pennetta”.

Infine: “L’inopportunità che si rileva, perciò, è sia nei tempi (tardi) che nei modi (campo politico). Perché non scegliere il canale istituzionale della Giustizia? Perché non concepire un’azione unitaria con gli altri colleghi abruzzesi (ricordo che nelle stesse condizioni versano i Tribunali di Sulmona ed Avezzano) e, tramite il COFA, reclamare un incontro con il ministro Bonafede? Tale lodevole e pregevole battaglia non può connotarsi come una battaglia “politica” perché va al di là di ogni convinzione ideologica: è il territorio e, in particolare, i cittadini che la invocano.

 

 

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