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Atessa, le incertezze della ex Blutec

Dopo gli arresti, si chiedono garanzie sul futuro dello stabilimento

ATESSA. L’arresto del presidente del consiglio di amministrazione e dell’amministratore delegato della ex Blutec, ora Ingegneria Italia, (leggi qui l’articolo) ha portato nuove incertezze sullo stabilimento di Atessa. “Ieri la Guardia di Finanza si è recata  in Val di Sangro – spiega Romeo Pasquarelli, esecutivo regionale USB – per parlare con i vertici della struttura. In seguito l’azienda ha comunicato alle rappresentanze sindacali che è iniziata l’amministrazione controllata. E’ stato detto ai dipendenti che il lavoro continuerà regolarmente e che i dipendenti possono stare tranquilli”. In realtà è da ottobre che i dipendenti di Ingegneria Italia non sono tranquilli, infatti: “C’è smarrimento tra i dipendenti, c’è molta preoccupazione perché è in corso la trattativa con la M.A. srl per la cessione del sito produttivo di Val di Sangro. Ci sono tanti nodi ancora da sciogliere – prosegue Pasquarelli – e abbiamo chiesto al ministero dello Sviluppo economico un incontro per riconvocare con urgenza il tavolo che era stato istituito lo scorso 24 gennaio. Da allora non c’è stato più nessun incontro, avevano detto che sarebbe stato riconvocato per fine febbraio, inizio marzo ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione in merito. E’ tutto fermo a quanto ci risulta”. Il timore dei dipendenti, e del sindacato USB,  è che l’amministrazione controllata possa far saltare la trattativa in corso per la cessione del sito produttivo: “A differenza di Termini Imerese- conclude Pasquarelli –  qui c’è lavoro, ci sono le commissioni e, di conseguenza, le prospettive per un futuro di sviluppo essendo legati a doppio filo alla Sevel”. Intanto i dipendenti stanno facendo diverse assemblee retribuite. Uno è stata fatta il 12 marzo, altre due il 13, di mattina e in serata: si è deciso, all’unanimità di fare sciopero se venerdì non verranno accreditati gli stipendi ed il premio di produzione. Ma, soprattutto, i dipendenti chiedono una maggiore stabilità lavorativa e che la cessione vada finalmente in porto

Piergiorgio Di Rocco

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